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CAMPANILE DI BREGANZE

STORIA E TRADIZIONI

Il campanile fu edificato tra il 1842 e il 1893 su progetto dell'architetto veneziano A. Diedo. Costruito su una solida zattera a palafitte, per le caratteristiche acquitrinose del luogo, il campanile si staglia con i suoi 90 metri (terzo nel Veneto dopo S. Marco) tra le sagome delle colline. Notevole e rinomato il suo concerto di campane, ben 22 in origine, oggi nel numero di 14, la maggiore delle quali pesa 2830 kg, come interessante è la grande meridiana, che ha tre dimensioni di lettura. In origine la torre campanaria sorgeva di fronte alla sacrestia, sul luogo ora segnato dal monumento a S. Caterina che è costruito con frammenti della chiesa rovinata dal crollo della torre nella notte dell'11 marzo 1838.

LE CAMPANE

Le campane hanno rappresentato indubbiamente un potente mezzo dì comunicazione per gli uomini vissuti nelle epoche passate. Questi le utilizzavano per scandire i ritmi della quotidianità e per diffondere a largo raggio, in breve tempo ed efficacemente, una serie di informazioni non sempre strettamente legate ad avvenimenti religiosi. Basti ricordare che le campane servivano anche nella segnalazione di pericoli di vario genere quali incendi o invasioni, oppure accompagnavano il succederst di avvenimenti positivi come la fine dì una pestilenza o di una guerra.
Con l'avvento dell'epoca moderna e delle associate tecnologie, con il radicale cambio delle abitudini e delle necessità dell’uomo, è cambiato decisamente anche ii rapporto tra campane e comunità, con la conseguente perdita di alcuni significati associati all'uso delle stesse. Alcuni di questi significati rimangono ancora vivi nella mente delle persone meno giovani, le quali ancora oggi, sanno ascoltare ed interpretare quei messaggi sonori che spesso per i più giovani riescono ad essere solamente causa del risveglio o forzata distrazione della mente. La tradizione campanaria breganzese ebbe inizio l’11 novembre 1882 (S. Martino) grazie alla volontà ferrea dei tre fratelli Scotton dì allestire sul campanile um poderoso "concerto". Risale infatti a quel giorno l'arrivo delle cinque maggiori campane presenti sul campanile fabbricate appositamente dalla fonderia Poli di Udine.
La maggiore campana, (n.9) del peso di 2830 Kg. in si bemolle, fu dedicata a Maria Assunta, titolare della chiesa Arcipretale, e porta scolpito il V anno del pontificato di Leone XIII, coi nomi del vescovo consacrante e dell'arciprete locale. Questa campana veniva utilizzata per segnalare l'imminenza di una grandinata, oltre che per accompagnare l'esposizione del Santissimo Sacramento durante le relative funzioni religiose. Anche i consiglieri comunali convocati in consiglio erano avvisati dell'imminente riunione da una suonata breve e leggera della n.9. Considerato il valore intrìnseco della dedica, essa veniva suonata solo su specifico permesso del parroco. Ancora oggi questa campana segnala da sola e con ben nove "segni" (suonate di I minuto ciascuna circa), il "transito" del pontefice (passaggio dalla vita alla morte).
La seconda campana, (n.8) del peso dì 1800 Kg. in do naturale fu dedicata al B. Bartolomeo di Breganze, nostro concittadino e nostro compatrono. Il suono di questa campana avvertiva i parrocchiani dell'arrivo di una perturbazione atmosferica probabilmente violenta e perciò pericolosa. Ancora oggi essa scandisce le nostre giornate suonando le ore 12:00. Viene inoltre utilizzata per segnalare con 6 "segni" il "transito"del vescovo.
La terza campana (n.7) del peso di 1100 Kg. in re naturale fu dedicata a S.Nicola da Talentino la cui statua è collocata sulla facciata della chiesa. È chiamata campana dei confratelli o dei "cappati". Questi erano laici particolarmente impegnati nei servizi della chiesa o durante le funzioni religiose tradizionali durante le quali vestivano una tunica bianca sotto una cappa rossa che gli valse appunto la nomea di "Cappati ". Questa campana suonava in modo tradizionale il "transito" dei confratelli (tre segni gli uomini, due segni le donne), ed il "transito" del parroco con 4 segni.
Ancora oggi segnala, assieme alla campana n. 8 che gli fa eco, la morte di una persona particolarmente giovane.
La quarta, campana (n.6) del peso di 900 Kg in mi bemolle fu dedicata a S.Martino Vescovo, patrono della parrocchia. Anche la statua di S.Martino è collocata sulla facciata della chiesa. È questa la campana tradizionalmente usata per i "transiti" comuni. Suonata con tre segni segnala che il deceduto e un uomo, con due una donna. In tempi ormai lontani segnalava il levar ed il calar del sole, nonché l'inizio e la fine della giornata lavorativa delle maestranze padronali e degli operai.
La quinta campana (n.5) del peso di 650 Kg. in fa naturale fu dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. È questa hi campana, che accompagna, in duetto con la n. 6 che gli fa eco, i defunti alla sepoltura.
In epoche successive vennero aggiunte ulteriori campane di dimensioni più modeste, e più precisamente:
8 campane inaugurate il 23 agosto 1887 dedicate rispettivamente a S. Giuseppe, a S.Leone, a S. Giovanni, a S.Andrea, a S.Stefano, a S.Luigi, a S.Agnese e S.Lucia.
3 campane inaugurate l’11 marzo 1888 (cinquantesimo anniversario della caduta del campanile) dedicate a S. Giovanni Battista, SJacopo e S. Gottardo.
4 campane inaugurate il 24 agosto 1888 dedicate a S.Antonio, S.Lorenzo, S.Francesco d'Assisi e S.Monica.
2 campane installate in epoca tra il 1888 ed il 1993. Alla fine si trovarono così collocate sulla torre campanaria ben 22 campane che coprivano l'arco di tre ottave. Con la costruzione da parte dell'allora rinomatissimo meccanico Pietro Laverda di un "carillon" che attraverso un sistema di rinvii e levarismi faceva battere dei percussori sulle campane, si ottenne, a detta dell'epoca "la maggiore e migliore musica campanaria d'talia".
Purtroppo, molto dell'ingegnoso lavoro del sig. Pietro Laverda è andato perduto per incuria, disuso e deperimento. Del meraviglioso meccanismo ormai da tempo inservibile, collocato tra la cella campanaria e l'ottagono soprastante (dove sono stati installati gli altoparlanti) rimangono ben visibili l'enorme cilindro (1x2,5m circa) con ancora conficcati alcuni dei tasselli metallici che rappresentavano la musica, parte del meccanismo del carillon stesso e numerose delle leve che al passaggio dei tasselli venivano azionate provocando, attraverso un sistema di rinvii, la battuta del relativo martello collegato.
Delle 22 campane volute sul campanile da Mons. Scotton solamente 14 rimangono ancora, delle quali solamente 10 collegate alla relativa corda e quindi "suonabili". Alcune delle antiche campane minori, in epoca e per motivi a noi sconosciuti, vennero trasportate dal campanile alle chiesette minori presenti nelle contrade limitrofe. Altre piccole campane vennero rifuse per ottenerne altre che potessero colmare i vuoti sonori che si andarono così creando. Le campane piccole rimaste, vengono ancora oggi utilizzate per suonare il "transito" ai bimbi che purtroppo non sono arrivati alla prima comunione.
Oltre ai momenti tristi che scandiscono purtroppo la vita terrena esìstono ovviamente anche momenti felici che vedono le campane impegnate a suonare a festa. Così e per le cerimonie religiose solenni, i battesimi, le cresime e le comunioni alla fine delle quali si esegue il tradizionale concerto impegnando tutte le campane nella realizzazione di una melodia. Tra le usanze correnti risalta l'abitudine di suonare senza melodia (scampanata) le campane durante la recita del gloria al Giovedì Santo, dopodiché le corde delle campane vengono legate assieme e le campane non vengono più suonate, (unica eccezione la segnalazione delle ore), fino alla notte di Pasqua.

LA MERIDIANA

Uno dei pregevoli aspetti che rendono interessante la nostra Torre Campanaria è rappresentato dalla grande Meridiana, che si trova al di sopra dello zoccolo e ne sormonta la porta d'ingresso.
Per i profani sembrerebbe un variegato accostamento di segni e di disegni, che al contrario hanno una loro precisa caratterizzazione. Essa fu realizzata in occasione dell'ultima franche dei lavori di completamento del campanile e la dimensione scientifica fu affidata nel 1893 ai Sacerdoti proff. Tono di Venezia e Corso di Padova, i quali elaborarono una Meridiana che ne riunisce una a tempo locale, una a tempo medio (con doppia curva strutturata ad 8 ) ed una zodiacale. Un'iscrizione riporta il tempo solare di Breganze; quello del Meridiano centrale d'Europa, il tempo medio di Roma, l'ora della levata e del tramonto del sole; l'ora di mezzodì e di mezzanotte nelle città principali di allora, la latitudine e la longitudine; la declinazione magnetica, eccetera. Così Breganze si trova ad 11° 33' 57" 400 di long. E da Greenwich, a 45° 42'30"630di latitudine e da 110 mt.di altezza sul livello del mare.
Interessante è pure l'affresco che la decora; nello spazio inferiore sinistro è rappresentato il Tempo nelle sembianze di un vecchio canuto, discinto, alato che regge la clessidra ed è accompagnato dalla falce ad indicare la caducità della vita ed il passaggio di ogni realtà col trascorrere degli anni. Dietro a lui è ritratto il paesaggio collinare e montano che si erge alle spalle di Breganze, che è dipinta un po' sommariamente nel suo nucleo abitato, in cui sono visibili la Chiesa Parrocchiale non bene in linea reale col mo Campanile e la collina di S. Lucia, con una duplice gobba e la cappella del B. Bartolomeo.
Non potevano mancare Ì campi coltivati e i vigneti che erano un po' l'emblema della Breganze a sviluppo prevalentemente agricolo fino agli anni '50 del presente secolo. Il quadrante della Meridiana, per essere esposto a sud e non riparato dalla luce solare diretta e dalle intemperie, ha subito diversi interventi di restauro che ponevano riparo alla perdita di leggibilità; l'ultimo negli anni '70 per opera di A. Gatto, il quale ha aggiunto la Cappella del B. Bartolomeo, costruita nel 1946 ed ha vivificato i colori con tonalità accese e secche.

L'OROLOGIO DEL CAMPANILE

L'orologio del campanile di Breganze venne realizzato dalla Ditta Pietro Laverda nel 1906.
Da molti anni Pietro Laverda Sr., fondatore della ditta, si era dedicato anche alla costruzione di orologi da campanile nonché di sistemi di suono meccanico per campane (carillon), castelli per campane e parafulmini. Una passione avuta fin da giovane se si pensa che, ancora tredicenne, aveva realizzato in legno una copia fedele, perfettamente funzionante dell'orologio dì S. Giorgio di Perlena, ancora conservata presso la casa di famiglia.
Nel gennaio del 1905 P. Laverda scrive alla giunta municipale per segnalare che, malgrado le ripetute riparazioni da lui effettuate il vecchio orologio non era più in grado di funzionare a dovere. Il 20 febbraio successivo presenta il primo progetto di massima con un preventivo di spesa di L. 1700 (escluso montaggio).
Nel giugno successivo illustra il progetto definitivo con tutti i dettagli degli ingranaggi e delle specifiche costruttive nonché con referenze relative ad altri orologi realizzati (Friola di Pozzoleone, Comune di Cona (VE)).
L'anno di installazione è indicato in una targa ancora visibile: 1906. L'orologio attuale e ancora tutto originale, eccettuato il sistema di ricarica, un tempo a manovella, ora elettrificato.

 
 

Avvisi Parrocchiali

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